. #BASTABLABLA, LA LEGGE DI BILANCIO DELLO STATO DIMENTICA LE PICCOLE IMPRESE

Appello CNA Veneto ai parlamentari veneti: sostenete le nostre proposte di emendamento su IMU, IRAP, Ecobonus, IRI e regime di cassa

Il mondo della piccola impresa e dell’artigianato, il motore dell’economia diffusa del nostro Paese e del Nordest in particolare non vuole più ascoltare parole, promesse e chiacchiere.

 

“In occasione della discussione della legge di bilancio dello Stato, che si dimentica di questo mondo, CNA lancia una campagna con lo slogan #bastablabla. Non una sterile e trita protesta, ma la richiesta di puntuali emendamenti che migliorino la leggE2, commenta Alessandro Conte, Presidente di CNA Veneto.

 

CNA Veneto ha scritto una lettera a tutti i parlamentari che nelle prossime settimane saranno impegnati nella discussione e approvazione della legge, per chiedere loro di sostenere le proposte di modifica che CNA ha avanzato al Parlamento.

 

Cinque dunque le richieste di CNA da inserire nella Legge di Stabilità:

  • Deducibilità dell’Imu per le imprese
  • Esenzione dell’Irap per le imprese minori
  • Conferma dell’Ecobonus al 65% su caldaie e serramenti
  • Garanzia dell’entrata in vigore dell’Iri dal 2018
  • Completa attuazione del regime per cassa (no alle tasse sulle perdite!)

 

La deducibilità dell’IMU per le imprese. I laboratori artigiani, i negozi, i capannoni industriali di proprietà, utilizzati per lo svolgimento delle attività d’impresa, pagano la tassa comunale (IMU) come se fossero seconde case. È un tributo che può essere dedotto dal reddito d’impresa solo per il 20%. Sul restante 80% si pagano le tasse come se fosse reddito. Per le nostre imprese è una tassa sulla tassa. Bisogna arrivare gradualmente alla deducibilità totale dell’IMU.

 

La completa attuazione del regime per cassa: no alle tasse sulle perdite. La scorsa Legge di Bilancio ha previsto che dal 2017 le imprese in contabilità semplificata paghino IRPEF ed IRAP solo sui redditi effettivamente incassati.  Nel regime di cassa, però, non è consentito far transitare le perdite da un anno all’altro. Per questo motivo oltre un milione di imprese sono costrette a rinunciare a questa opportunità e a subire i maggiori oneri amministrativi della contabilità ordinaria, per non pagare tasse sulle perdite. Bisogna consentire anche alle imprese personali il riporto delle perdite da un anno all’altro come ora avviene per le società di capitali.

 

La conferma dell’ecobonus al 65% su caldaie e serramenti. L’ecobonus si è dimostrato l’incentivo più efficace per il risparmio energetico, stimolando investimenti e occupazione.  La legge di Bilancio prevede un taglio dal 65% al 50% dell’agevolazione per l’installazione di caldaie e infissi destinato a rallentare il percorso virtuoso che ha portato in questi anni a risultati importanti. È necessario mantenere la percentuale di detrazione al 65%. 

 

L’esenzione dell’IRAP per le imprese minori. L’IRAP è un’imposta regionale, introdotta nel 1998, che colpisce la ricchezza generata dall’organizzazione dall’impresa e distribuita a chi contribuisce a produrla: dipendenti, finanziatori, imprenditore. Nonostante le sentenze della Corte costituzionale e della Cassazione, che hanno sancito inequivocabilmente come artigiani e piccole imprese senza un’autonoma organizzazione dei fattori della produzione non debbano pagare l’Irap, continua a mancare un provvedimento di legge che li escluda definitivamente dall’applicazione, evitando gli attuali contenziosi. In attesa di arrivare alla definizione chiara di autonoma organizzazione è necessario portare la l’esenzione IRAP da 13.000 a 30.000 euro di valore annuo della produzione.

 

La garanzia dell’entrata in vigore dell’IRI dal 2018. L’Imposta sul reddito d’impresa (IRI) è un regime fiscale che consente anche alle ditte individuali o alle società di persone di pagare un’aliquota ridotta al 24% sui redditi che sono lasciati in azienda, come avviene per le società di capitali. La Legge di Bilancio ha rinviato la partenza dell’IRI da quest’anno all’anno prossimo. Così facendo 250mila imprese, che avevano già impostato i bilanci e gli investimenti facendo affidamento sulle nuove norme, sono rimaste spiazzate e dovranno sostenere un aumento medio di pressione fiscale di 8mila euro. In totale circa 2 miliardi. Chiediamo di garantirne l’entrata in vigore dal 2018, consentendo alle imprese di optare per il nuovo tributo in via anticipata entro il 30 settembre 2018.

 

Ulteriori info: http://www.bastablablacna.it/