. ARTIGIANI VENETI PROTAGONISTI DEL CAMBIAMENTO

La regione presente in tutte le presidenze di Unione di mestiere nazionale. Veneti i presidenti di agroalimentare e terziario avanzato

C’è un Veneto che conta e farà sentire la propria voce a livello nazionale. E’ quello della rappresentanza dell’artigianato che si riconosce nella CNA, la Confederazione nazionale dell’artigianato e delle piccole imprese, che ha interamente rinnovato nel mese di luglio la governance a livello nazionale delle proprie Unioni di mestiere, gli organismi che si occupano delle politiche di ciascun settore determinando l’agenda del confronto con i livelli decisionali.

In questa fase di rinnovo l’artigianato Veneto è risultato protagonista e due imprenditori veneti, dirigenti della Confederazione, guideranno per i prossimi quattro anni due settori fondamentali per lo sviluppo dell’economia veneta e del Paese.

Si tratta di Mirco Della Vecchia, cioccolataio e pasticcere bellunese, riconfermato al vertice dell’Unione Agroalimentare, e di Filippo Dalla Villa, comunicatore rodigino, eletto alla presidenza dell’Unione Comunicazione e Terziario avanzato.

Ne ha riferito anche il Gazzettio nell'articolo pubblicato il 13 agosto qui sotto.

“Non c’è dubbio che stiamo parlando di due settori di punta per la nostra economia - commenta Alessandro Conte, Presidente regionale di CNA Veneto - e non è un caso che proprio il Veneto esprima i due presidenti. Abbiamo, infatti, idee chiare su questi settori, corroborate da progetti ed iniziative, per sviluppare al meglio le nostre competenze più avanzate, in tema di eccellenze del settore agroalimentare, dal vino alla gastronomia, come anche di comunicazione e innovazione nell’ambito della digitalizzazione delle imprese, con la contaminazione tra il mondo della produzione tradizionale e le nuove frontiere dei FabLab e dell’industria 4.0 che per noi devono integrarsi con l’industria del turismo. Il matrimonio perfetto per un’economia sostenibile”.

Proprio la querrelle di questi giorni sulle origini del Tiramisù, a giudizio di Conte, dimostra che la tipicità di un prodotto è parte integrante del marketing territoriale sul quale innestare ciò che meglio si sa fare, per allargare gli orizzonti delle proprie aziende.

“Non va letta, come potrebbe sembrare, una guerra estiva su una primogenitura del tutto inutile, ma come volontà di dare ai prodotti migliori del territorio la patente di ambasciatore del proprio essere, delle capacità, delle bontà in grado di attirare turisti attenti e appassionati e di aprire canali di esportazione verso i mercati nazionali e mondiali”, commenta Conte.

Da un’analisi pubblicata l’8 agosto dal Centro Studi di CNA emerge che tra le produzioni del Made in Italy maggiormente attrattive sul fronte del turismo, vi è sicuramente l’enograstronomia che rappresenta un asset grazie al quale, alla stregua di quello artistico e culturale, l’Italia vanta diversi primati. Siamo, infatti il primo Paese al mondo per numero di prodotti agroalimentari di qualità. Con 269 riconoscimenti Dop (Denominazione di origine controllata), Igp (Indicazione geografica protetta) e Stg (Specialità tradizionali garantite) conferiti dall’Unione Europea, il nostro Paese occupa il gradino più alto (seconda la Francia con 219 riconoscimenti, terza la Spagna con 180). A livello mondiale il 21,5% delle produzioni agroalimentari di qualità sono italiane tra le quali spiccano i settori ortofrutticolo e cerealicolo (103 prodotti), l’Olio extravergine di oliva (43 prodotti) le preparazioni di carni (38 prodotti), formaggi di qualità (seconda con 49 riconoscimenti dietro i 51 francesi), nella panetteria ( 9 riconoscimenti).

In soli dieci anni, tra il 2004 e il 2014, il numero dei produttori1 operanti nel comparti di qualità (prodotti Dop, Igp e Stg) è aumentato di 20.378 unità (+37,6%) passando da 54.193 a 74.571 unità.

“L’agroalimentare di qualità è quindi il fiore all’occhiello di un sistema produttivo fondamentale nell’economia del nostro Paese e va ricordato che il 98 per cento del totale di oltre 56mila imprese è composto da micro e piccole imprese che occupano il 62,4 % dei 426mila addetti e realizzano il 40 % circa del fatturato totale che nel 2014 ha superato i 129 milioni di euro, il 14,9% del fatturato dell’intero sistema manifatturiero italiano. Un settore dinamico che trova nella digitalizzazione un elemento determinante di conoscenza e sviluppo”, commenta Alessandro Conte.

La crisi ha colpito duro un’economia sostanzialmente manifatturiera, come la nostra, con una perdita consistente di aziende, fatturato e posti lavoro, solo in parte bilanciata da un aumento dei tre fattori nel terziario.

“Come ha dimostrato il Rapporto 2017 di CNA Veneto sull’economia delle tre regioni trainanti in Italia e omogene tra loro, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna,  la crescita dei servizi non è tuttavia avvenuta a danno del manifatturiero, ma si è sviluppata anche grazie ad esso. La terziarizzazione dell’economia può infatti venire interpretata anche come conseguenza dei cambiamenti nei modelli organizzativi dell’impresa industriale. E il terziario avanzato è trainante rispetto all’intero comparto dei servizi, confermando di fatto l’accresciuta importanza delle attività ad alta intensità di conoscenza, i KIBS (knowledge intensive business services) che sono i driver della crescita in tutta Europa, fondamentali per supportare l’innovazione delle aziende. Si tratta di imprese di servizi (professionali, tecnici, scientifici) “facilitatrici” del processo innovativo delle aziende manifatturiere” afferma ancora il Presidente veneto di CNA.

Oltre ai due settori di punta, altri dirigenti artigiani veneti saranno impegnati a livello nazionale nei propri settori per i prossimi quattro anni. Si tratta della trevigiana Maria Rosa Battan, riconfermata vicepresidente, ma con funzioni vicarie, della CNA Pensionati, nella cui Direzione nazionale sono stati nominati anche la Presidente regionale CNA Pensionati Veneto, Bruna Vincenzi, e Nicodemo Scale, Presidente CNA Pensionati di Venezia, del vicentino Arduino Zappaterra, eletto Portavoce nazionale del settore Orafo, del padovano Pier Giorgio Silvestrin, nella presidenza di Federmoda, del padovano Giovanni Salvalaggio in quella dell’Unione Produzione, del veneziano Roberto Strumendo nella presidenza, con delega alle relazioni sindacali di cui sarà responsabile nazionale, delle Costruzioni, del vicentino Roberto Segalla, nella presidenza dell’Unione Installazione e impianti, del padovano, Mariano Cesaro, in quella di FITA CNA, autotrasporto, del padovano Sergio Schiavon, nella presidenza dell’Unione Servizi alla comunità (imprese dei settori autoriparazione, tintolavanderie e balneazione), del rodigino Fabio Porzionato, nella presidenza Balneatori, della vicentina  Antonietta Campesato, nel comitato nazionale imprese di pulizie, del bellunese Romeo De Pizzol nella presidenza unione Benessere e Sanità (acconciatori, estetisti, centri benessere), del rodigino Antonio  Gonella nella  Presidenza del raggruppamento Giovani Imprenditori, e della vicentina Cinzia Fabris, nella Presidenza di Impresa Donna.

“I nostri dati dicono che Veneto, con Lombardia ed Emila Romagna, sta nuovamente trainando l’intero paese: +1,2 il PIL veneto contro 0,9 nazionale, +1,8 l’occupazione veneta contro 1,2 nazionale, gli investimenti crollati del 24% durante la crisi,  anche grazie ai provvedimenti del Governo sugli ammortamenti, hanno ripreso a crescere e lo stesso vale per le esportazioni cresciute nel 2016 di oltre il 5%. Ecco perché in virtù di questi risultati i dirigenti veneti della CNA sapranno dare un contributo determinante alla definizione delle politiche adeguate per il rilancio dell’economia nazionale”, conclude Conte.