. 2019, IL BILANCIO DELLA CNA DEL VENETO

Presidente e Segretario tracciano la road map per il 2020

Fine anno, la CNA del Veneto traccia un bilancio dell’andamento del mondo dell’artigianato a livello regionale. A scattare la fotografia i rappresentanti dell’associazione delle imprese artigiane e delle pmi, il Presidente Alessandro Conte e il segretario regionale Matteo Ribon.

“Per le imprese artigiane – dichiara Alessandro Conte - quello che sta per concludersi è stato un anno caratterizzato dalla ricerca di alte professionalità: tecnici, ma anche degli operai specializzati, ovvero figure capaci di coniugare competenze manuali e conoscenza delle nuove tecnologie. Non è un caso – continua il Presidente - se in questi anni l’attività dei servizi della nostra associazione, così come il supporto alla formazione delle competenze, siano diventate sempre più forti”. Il reperimento delle “high skill”, come vengono definite in inglese, è stata una delle maggiori sfide. Tradotto in numeri in Veneto nel 2019 si sono cercati 54mila profili tecnici e oltre a 76mila operai specializzati.

 

Come nel resto del mondo, il 2019 anche per il Veneto è stato anche l’anno dei temi legati all’ambiente e ai cambiamenti climatici. Tra il 2015 e il 2019 oltre l’8 per cento delle pmi registrate in Veneto hanno 

investito in prodotti e tecnologie green.

“Si tratta di questioni che riguardano tutti – sottolinea Conte - e che rappresentano una sfida per il futuro delle nostre generazioni e del nostro territorio. In questi settori l'attenzione da parte della piccola impresa e dell’artigianato è già molto alta. Il 'pollice verde' della piccola e media impresa artigiana è dovuto anche alla ricerca di nuovi ambiti di investimento, più sostenibili, e ha determinato nuove forme di occupazione”.

 

Guardando all’andamento generale il 2019 incorona come settori trainanti in termini di fatturato delle imprese artigiane l’alimentare, la filiera del turismo, e i servizi alla persona. Il settore primario già nel 2018 aveva sfiorato i 6,5 miliardi di euro, crescendo di circa l'8 per cento in più rispetto all'anno precedente.

“Secondo l'Osservatorio della CNA un quinto delle nuove assunzioni negli ultimi cinque anni sono arrivate dal settore del “food & drink”, ma sul comparto– dichiara il Segretario Matteo Ribon – pesano gli enormi costi della burocrazia”. In ripresa, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, i settori dell’edilizia e del mondo della manutenzione. “Da parte del mondo dell'artigianato c'è attesa per l'operatività della legge sul piano casa “Veneto 2050" – continua Ribon - che favorisce la riqualificazione e la ristrutturazione e si pone come opportunità interessante per il settore”.

Nell’ambito del Made in Italy aumenta invece la preoccupazione per la riduzione dell’economia tedesca e per i nuovi scenari delineati dalla Brexit. La situazione internazionale pesa sul manifatturiero e dunque sui comparti della meccanica, della moda e del legno.

 

Quali saranno dunque gli impegni per il prossimo anno? Nella road map della CNA per lo sviluppo dell'artigianato veneto ci sono l’accesso alle nuove tecnologie e il ricambio generazionale. “È necessario investire sempre di più sulle nuove generazioni – sottolinea il Segretario – anche attraverso forme di incentivi e agevolazioni che mettano i giovani nelle condizioni di poter crescere e dare forma concreta ai propri progetti imprenditoriali”.

Un aiuto in questo senso è già arrivato con il nuovo bando regionale che, puntando sul ricambio generazionale e la digitalizzazione, mette a disposizione delle imprese tre milioni di euro a fondo perduto.

“Siamo certi che la risposta da parte delle nostre imprese non si farà attendere – chiude Ribon – il bando è stato costruito a quattro mani dall’assessorato allo sviluppo e dalle associazioni a partire dalle reali 

necessità del mondo dell’artigianato”.

 

Elaborazione CNA Veneto su dati Unioncamere; Veneto Agricoltura e Osservatorio CNA