. “NON STO PIU’ NELLA PELLE”: NO DELLA CNA ALL’ABUSIVISMO NELL’ESTETICA

Lanciata da CNA Benessere e Sanità Veneto una campagna di sensibilizzazione sui danni ai consumatori dall'abusivismo

Al grido di “non sto più nella pelle” la CNA veneta lancia una campagna di sensibilizzazione dei consumatori sui danni che possono avere affidando la propria faccia, la propria testa e il proprio corpo ad operatori abusivi. Ad essa è legata anche una raccolta di firme per una petizione che sarà presentata al Parlamento assieme ad alcune proposte per fronteggiare l’abusivismo.

“Il fenomeno dell’abusivismo non è purtroppo nuovo – ha commentato Romeo De Pizzol, acconciatore bellunese Presidente dell’Unione Benessere e Sanità della CNA veneta – ma la crisi economica di questi ultimi anni lo ha accentuato e, oltre ai consumatori, ne sono sempre più danneggiate, in  particolare le imprese di estetica, acconciatura e, in generale, del benessere, sempre più provate da questa vera e propria piaga sociale”.

Il fatto che persone senza titoli e qualifiche offrano servizi legati al benessere della persona, senza il rispetto di alcuna norma, con rischi gravi per la salute, a giudizio della CNA veneta non è accettabile, oltre che pericoloso.

“Per questo e per contrastare questo fenomeno che genera un’insostenibile concorrenza sleale nei confronti delle imprese regolari – aggiunge De Pizzol – la CNA ha avviato da tempo nel territorio numerose iniziative, tra cui indagini conoscitive, campagne rivolte ad informare sui rischi che si annidano dietro i servizi offerti abusivamente, ha firmato protocolli d’intesa con Sindaci, Prefetti, Comandi dei Carabinieri, Gdf ed Enti di vigilanza e si è fatta portatrice di denunce di attività abusive. Non sono mancati i risultati ma non basta. L’abusivismo è in costante crescita e siamo molto preoccupati per il futuro delle nostre imprese e soprattutto per la salute delle persone”.

Il settore Benessere, ovvero acconciatori ed estetiste, è una componente importante dell’economia veneta, con 11.500 imprese e quasi 18 mila dipendenti (di cui 5000 artigiane con 9500 dipendenti).

Sono tutte aziende che operano con professionalità, qualità e dinamismo, e i cui titolari e dipendenti sono per lo più giovani ed intraprendenti.

Ma la crisi si è fatta sentire pesantemente anche da questo settore che ha subito una flessione cui fa da contraltare un aumento esponenziale dell’abusivismo, che ormai si stima abbia superato il  50% delle attività. Una pletora di irregolari che svolge il lavoro molto spesso a domicilio del cliente o in altri luoghi non in regola con le normative igienico sanitarie e poco inclini ad utilizzare correttamente apparecchiature e prodotti cosmetici. Una concorrenza sleale anche sul fronte delle tasse e dei contributi previdenziali, il cui peso sulle attività in regola è noto.

Per questo motivo la CNA vuole ottenere maggiore attenzione delle istituzioni, Parlamento in testa, cui presenterà proposte finalizzate a rendere più efficaci il sistema dei controlli e i percorsi di qualificazione degli operatori.